ISSN: 2038-3282
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IN VETRINA

Anicia 2016 Euro 26,00
S. Nirchi - S. Capogna
Tra educazione e società nell'era delle ICT. Luci e ombre del processo di innovazione digitale in ambito educativo
isbn13 : 9788867092727
NOTIZIE CON IL TAG [ Valutazione ]
Socializzarzi con, nei, social media
di Stefania Capogna , pubblicato il 2012-01-09
Il lavoro di analisi proposto dal libro Socializzarzi con, nei, social media (2011) parte dalla riflessione che oggi le scienze sociali si trovano a fronteggiare una grande sfida, quella di recuperare il tempo in cui Internet è stato abbandonato nelle mani degli ingegneri pensando che fosse “roba da tecnici”.
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Giocare per crescere. Aspetti psicologici ed educativi dell’attività ludica
di Francesca Giangregorio , pubblicato il 2012-01-09
Il gioco, come è noto, costituisce l’attività maggiormente svolta dal bambino nei primi anni di vita e assolve una funzione evolutiva fondamentale. Attraverso il gioco infatti il bambino apprende, sviluppa le proprie capacità e si introduce nelle relazioni. Per questa ragione l’attività ludica non può essere considerata una mera modalità di svago; è invece un vero e proprio ambiente di scoperta e sperimentazione che non esclude, ma anzi coinvolge, la presenza dell’adulto. Questi condividendo con il bambino il gioco e il piacere che ne deriva realizza, spesso inconsapevolmente, una pedagogia del gioco sulla quale il dibattito scientifico è ancora aperto e stimolante.
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Ricerca e formazione nella scuola.Parte seconda. Fare formazione per imparare a insegnare
di Savina Cellamare , pubblicato il 2012-01-09
In una società articolata, dinamica e cangiante come quella attuale, anche la scuola è investita da processi di innovazione e di cambiamento spesso rapidi; è perciò importante favorire negli insegnanti in servizio e negli studenti che si preparano a svolgere questa professione, l’acquisizione, lo sviluppo e il consolidamento di competenze pedagogiche adeguate per affrontare quotidianamente il difficile, ma al tempo stesso appassionante compito di istruire, formare ed educare. La modalità laboratoriale si propone come la possibilità di far sperimentare a chi segue un percorso formativo la reciprocità tra teoria e prassi, partecipando attivamente al proprio processo di apprendimento.

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Per una qualità della formazione.L’analisi delle evidenze della pratica scolastica attraverso un framework.
di , pubblicato il 2012-01-09
La qualità della formazione presuppone una maggiore conoscenza sullo stato delle azioni svolte dalle istituzioni scolastiche. Le ricerche e le indagini sull’efficacia e sul miglioramento del servizio scolastico offrono un mezzo per approfondire gli aspetti che permettono alle stesse istituzioni scolastiche di migliorare le loro performance. La qualità della formazione e la sua trasformazione positiva, quindi, dovrebbe essere uno degli oggetti principali di studio sul sapere scolastico. Le riflessioni proposte in questo contributo fanno da asse portante per lo sviluppo di un framework che rappresenta al contempo sia un modello concettuale sia una classificazione significativa dei concetti e delle interrelazioni assunti come elementi caratterizzanti un campo relativamente nuovo, che si costituisce come pedagogia dell’efficacia e della qualità del servizio scolastico.
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“Cosa è la memoria, se non il rassicurante deposito delle proprie esperienze e della propria identità?”
di M.Gioia Pierotti , pubblicato il 2011-10-03
La memoria è il mezzo mediante il quale “preleviamo”, informazioni dalla nostra esperienza passata per utilizzarle nel presente(1), come affermato da Erik R. Kandel, neurologo, psichiatra e neuroscienziato austriaco, vincitore del Premio Nobel per la medicina nel 2000. continua...
Per una pedagogia della valutazione. Genesi di un nuovo campo disciplinare
di Roberto Melchiori , pubblicato il 2011-10-03
Un nuovo campo disciplinare, che si sviluppa all'interno di una scienza, può avere un riconoscimento pubblico quando è percepito e legittimato dalla comunità scientifica  perché si dimostra utile alla comunità stessa. Una Pedagogia della valutazione, quindi, può rientrare come campo d’indagine all’interno dell’apparato pedagogico, del quale condivide gli assunti teorici, e rappresentare un campo specializzato del discorso pedagogico sociale, così come lo sono la pedagogia comparata, la storia della pedagogia,  la pedagogia speciale. La caratterizzazione  della nuova pedagogia riguarda la specifica attenzione all’azione valutativa, in quanto inscritta all’interno dei fatti educativi e applicata a interventi di politiche socioculturali, oppure a eventi fisici e ambientali.
Lo scopo della pedagogia della valutazione, quindi, può configurarsi nello studio dello sviluppo delle attività valutative, sia teoriche sia pratiche, condotte a tutti i livelli, dall’individuale al collettivo.
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Comprendere il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Parte sesta. L’intervento multimodale. Parent Training e Teacher Training
di Alessia Giangregorio , pubblicato il 2011-10-03
Il coinvolgimento della famiglia e della scuola riveste una rilevanza fondamentale nel trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, rispetto al quale è necessario agire su più livelli. Accanto al percorso individualmente indirizzato al bambino, devono pertanto essere approntati programmi diretti ai genitori (Parent Training) e agli insegnanti (Teacher Training). Si tratta di interventi psicoeducativi, che pongono l’accento sull’importanza dell’ambiente educativo quale luogo simbolico e fisico, nel quale il bambino deve poter reperire gli strumenti per generalizzare le acquisizioni raggiunte in contesto terapeutico. Genitori e insegnanti devo pertanto porsi in una prospettiva di rete e operare in modo coerente e secondo obiettivi condivisi. È questa una condizione imprescindibile per il conseguimento di risultati positivi da parte del bambino.
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Ricerca e formazione nella scuola. Parte prima
di Savina Cellamare , pubblicato il 2011-10-03
Le iniziative sperimentali nel mondo della scuola sono numerose e si accompagnano alla diffusa esigenza di rinnovamento e qualificazione necessaria alla scuola per confrontarsi costruttivamente con le sfide educative, culturali e organizzative connesse a tale rinnovamento. Si è perciò affermata sempre di più la necessità di formare gli insegnanti ad essere professionisti della ricerca e guidarli nella scoperta della dimensione euristica del loro fare scuola. Ciò richiede l’individuazione di modalità di formazione che permettano loro di acquisire l’habitus di docente - ricercatore e di mantenerlo nel tempo, valorizzando il legame dialogico tra la comunità di pratiche alla quale ciascuno di loro appartiene, ovvero la scuola, e la ricerca scientifica. Sarà questo l\’argomento del prossimo contributo.
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Università: riforma con assenze importanti, progetto e visione
di Stefania Nirchi , pubblicato il 2011-07-01
La legge 240 sull’Università appare infatti come l’atto estremo di un processo eutanasico che nel corso degli anni ha in modo trasversale compromesso irreversibilmente il sistema della ricerca e dell’alta formazione in Italia.
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Dalla metodologia al disegno metodologico: un risultato empirico
di Roberto Melchiori , pubblicato il 2011-07-01

Nella presentazione dei risultati della valutazione di un intervento di politica socio-educativa, o di una ricerca valutativa,  a volte non si dà adeguato spazio all’approfondimento della motivazione che sottende la scelta degli specifici metodi utilizzati da parte dei ricercatori. In assenza di questa esplicitazione il lettore può quindi trovarsi in difficoltà nel comprendere le ragioni delle scelte operate e aver la sensazione che l’applicazione dei metodi scelti non sia adeguata agli scopi conoscitivi di un progetto valutativo.
Scopo del presente lavoro, che utilizza come esempio il progetto di valutazione dei centri di aggregazione giovanile o Centri-2you, è presentare ed evidenziare come uno strumento denominato disegno metodologico possa rappresentare il valore aggiunto dal punto di vista della teoria e della pratica della ricerca valutativa
Gli effetti che si ottengono da uno studio metodologico sulla trasformazione del disegno metodologico dei progetti di valutazione associati agli interventi socio-educativi, sono utili sia per aggiungere ulteriore conoscenza, cioè apprendimento, sulla prassi della metodologia della valutazione, sia per ampliare la gamma dei disegni metodologici da poter utilizzare. Tali conseguenze contribuiscono allo sviluppo della pedagogia della valutazione.

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Promuovere la prosocialità lungo l’arco di vita. Il ruolo della agenzie educative Parte quarta. L’apporto della famiglia
di , pubblicato il 2011-07-01
Questo quarto articolo sulla prosocialità, che conclude il ciclo di interventi dedicati a questo interessante argomento, si focalizza sul ruolo che l’educazione familiare ha o può avere nel favorire nella persona la strutturazione di tale repertorio di competenze. La sua promozione infatti non può essere demandata solo all'educazione formale impartita della scuola, ma chiama in causa la capacità della famiglia di essere portatrice di valori, comportamenti e atteggiamenti prosociali attraverso i modelli che quotidianamente offre all'osservazione dei figli e gli stili educativi che adotta.
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Tra storiografia e didattica della storia. Modelli e problemi
di Rosati Agnese , pubblicato il 2011-04-01
Il contributo chiarisce che cos’è in primo luogo la storia, a che cosa serve, come si fa e come si insegna entrando nel merito dei contenuti disciplinari e della didattica. continua...
La strada per le competenze: un percorso tutt'altro che facile
di Stefania Nirchi , pubblicato il 2011-04-01
I docenti che in questi anni hanno imparato molto bene a restare a galla nel mare agitato della scuola, all’infrangersi di ogni onda hanno risposto restando aggrappati allo zoccolo duro rappresentato dal loro sapere affrontare le mareggiate che, a ritmi alterni, si abbattono sul nostro sistema d’istruzione, rischiando di  mandarli alla deriva.
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Aggressione, violenza, abuso. La risposta della pedagogia dell’emergenza. Parte prima: i fattori umani e situazionali
di Francesca Giangregorio , pubblicato il 2011-04-01
Il trauma generato dall’essere vittima di un atto violento produce una ferita psichica che ricomprende e supera il danno fisico, assumendo le caratteristiche di un legame pervasivo con l’evento traumatico. Si tratta di un vincolo che può portare la vittima a fondersi con il proprio dolore e che riduce – fino a impedirla – la possibilità di prendere contatto con tutte quelle risorse interne funzionali al ripristino del benessere, e propedeutiche alla possibilità di continuare a. progettare e realizzare percorsi di vita soddisfacenti. Di qui la necessità e l’importanza di un’educazione in grado di promuovere la capacità di strutturare se stessi come agenti di tutela e salvaguardia sia rispetto alla propria fisicità sia in riferimento al Sé. Lo strutturarsi una pedagogia rispondente a queste necessità può essere definita come pedagogia dell’emergenza; questa si propone come una struttura di pensiero che ha lo scopo di rompere il cerchio della violenza, nel suo triplice carattere psicologico, fisico e temporale.
continua...
Progettare per educare
di Rosati Agnese , pubblicato il 2011-01-03

Introdotta dal Regolamento sull’Autonomia Scolastica del ‘99, la progettazione educativa, da non confondere con la programmazione pur se con questa condivide scelte e contenuti, indica la volontà di personalizzare gli apprendimenti sulla base delle reali necessità dei soggetti coinvolti nei processi educativi (G. Mondelli, 2006).

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Promuovere la prosocialità lungo l’arco di vita. Il ruolo delle agenzie educative. Parte seconda. Variabili psicologiche e fattori educativi.
di Savina Cellamare , pubblicato il 2011-01-03
L'apprendimento della abilità prosociali avviene principalmente attraverso l'osservazione di modelli di interazione, soprattutto se offerti dalle figure di riferimento ritenute significative e autorevoli. I modelli educativi rientrano quindi tra i fattori principali che, combinandosi con variabili psicologiche quali l’autoefficacia, l’autostima, il concetto di sé e la motivazione, possono promuovere l’acquisizione di repertori di competenze e di modalità di rapporto prosociale, attraverso le quali innescare meccanismi di reciprocità positiva. Questi, trasformando l’esistenza in coesistenza, diventano fondamento dell’essere in relazione.
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La valutazione di politiche socioeducative. L’apporto della metodologia qualitativa Parte seconda. I risultati dell’intervento e la valutazione interpretativa
di Roberto Melchiori, Savina Cellamare , pubblicato il 2011-01-03
La valutazione di un intervento di politica socioeducativa affronta tematiche che corrispondono a molteplici funzioni conoscitive, necessarie sia per lo sviluppo dell’intervento sia per stabilire la congruità dei risultati rispetto ai traguardi prestabiliti, ma essenziali anche per conoscere gli effetti dell’intervento stesso sia sui beneficiari sia dal contesto territoriale di riferimento.
Il programma di valutazione che ha accompagnato lo svolgimento del servizio dei Centri di Aggregazione giovanile - Centri -2you - ha applicato una specifica metodologia, caratterizzata dalla transizione tra stadi qualitativi e quantitativi; ogni stadio ha prodotto sia risultati conclusivi sia dati pre-elaborati per lo stadio successivo.

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Comprendere il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Parte seconda. Sintomi secondari: insuccesso scolastico e rifiuto sociale
di Alessia Giangregorio , pubblicato il 2011-01-03
Nei soggetti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività si evidenzia la presenza di tre dimensioni psicopatologiche primarie: la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività. Tali dimensioni interagendo con l’ambiente di vita e le richieste che questo pone, danno luogo all’insorgere di dinamiche disfunzionali che investono l’ambito scolastico e affettivo - relazionale. Gli effetti ch ne conseguono non sono solo quelli immediatamente rilevabili perché resi evidenti dalle prestazioni e dai comportamenti non adattivi, ma investono anche aspetti più profondi e pervasivi della persona, quali l’identità personale, l’autoefficacia e l’autostima.
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Comprendere il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Parte seconda. Attenzione e strategie di intervento psicoeducativo.
di Alessia Giangregorio , pubblicato il 2010-10-01
Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività è caratterizzato da un quadro clinico articolato, all’interno del quale le manifestazioni del disturbo possono assumere connotazioni differenti a seconda del prevalere delle difficoltà nella regolazione comportamentale o in quella attentiva. Ciò che si nota è una generale difficoltà ad individuare prontamente i casi in cui il deficit a carico dei processi attentivi sia predominante; per questo è utile sottolineare alcuni aspetti teorici rilevanti a riguardo, per sviluppare una consapevolezza educativa che guidi al riconoscimento delle effettive necessità, evitando di attribuire etichette basate sul senso comune. Il primo passo da compiere è quindi domandarsi cosa significa essere disattenti, per poter poi individuare le strategie operative idonee a fornire un valido sostegno psicoeducativo.
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Promuovere la prosocialità lungo l’arco di vita. Il ruolo delle agenzie educative Parte prima. I presupposti concettuali
di Savina Cellamare , pubblicato il 2010-10-01
La prosocialità (Pro Social Behavior) si è affermata in tempi recenti come una proposta concettuale e operativa efficace nell’affrontare istanze educative che cambiano in ragione del modificarsi del tessuto sociale e culturale e stabilisce dei principi che hanno valore universale, dimensione transculturale ed estensione trasversali a tutte le età della vita. Gli studi condotti in questo particolare ambito hanno inteso dare una risposta scientifica a domande sulla relazionalità e la reciprocità sociale che ed hanno evidenziato, in particolare, il concorso di fattori psicologici ed educativi che ne determinano o ne ostacolano l’apprendimento e lo sviluppo, indicando metodologie, strategie, tattiche e strumenti per promuovere sia a scuola sia nell’extrascuola il possesso di competenze prosociali, e ancor più per favorire l’acquisizione di uno stile di vita pro sociale.

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Prof. A. Cocozza, Univ. Roma Tre
Prof. Eufrasio Pérez Navio - Universidad de Jaen - Spagna
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Prof. A. Cocozza, Univ. Roma Tre
Prof. Carlo Felice Casula - Univ. Roma Tre
Prof.ssa S. Cellamare - INVALSI
Prof.ssa Rita Minello - Univ. Niccolò Cusano
Prof.ssa Agnese Rosati - Univ. di Perugia
Prof.ssa Angela Piu - Università della Valle d'Aosta
Prof. A. Cocozza Univ. Roma Tre
Prof.ssa Stefania Capogna - Univ. Roma Tre
Prof.ssa S. Cellamare - INVALSI
Prof. Andrea Gentile- Univ Marconi
Prof. Mario Pireddu - Univ. Roma Tre
Prof. R. Melchiori - Università Telematica “Niccolò Cusano”
Prof. Fernando Lezcano Barbero- Universidad de Burgos - España
Prof. Agustin Escolano Benito-Universidad de Vallladolid,España
Prof. C. Piu, Università della Calabria
Giancarlo Cerini
Benedetta Cosmi
Prof.ssa A.L. Fazzari Univ. “Tor Vergata” Roma.
Prof.ssa T. Serra - Univ. La Sapienza di Roma
Prof.ssa A. Poggiani Univ. La Sapienza di Roma
Prof. G. Domenici - Univ. Roma Tre
Prof.ssa M. L. Boninelli - Univ.di Venezia
Prof. F. Bocci - Univ. Roma Tre
Prof. D. Falcone - Università di Cassino



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