ISSN: 2038-3282
La Rivista è inserita nella  Banca Dati ACNP ( Catalogo italiano dei periodici) e in DOAJ Directory of Open Access Journals
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IN VETRINA

Anicia 2016 Euro 26,00
S. Nirchi - S. Capogna
Tra educazione e società nell'era delle ICT. Luci e ombre del processo di innovazione digitale in ambito educativo
isbn13 : 9788867092727
NOTIZIE CON IL TAG [ comunicazione ]
L'istruzione potenziata dalla tecnologia.
di Anna Maria Pani , pubblicato il 2012-04-02
Il NETP, National Education Technology Plan (http://www.ed.gov/sites/default/files/NETP-2010-exec-summary.pdf) elaborato nel 2011 dal Department of Education americano, ha presentato un modello di apprendimento per il XXI secolo basato sulla tecnologia, con obiettivi e raccomandazioni relativamente a 5 aree essenziali: apprendimento, valutazione, insegnamento, infrastrutture e produttività.
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La didattica accende le luci alle LIM: nuovo strumento di apprendimento
di Stefania Nirchi , pubblicato il 2012-04-02
Ardesia e polvere di gesso rappresentato da sempre  i simboli per antonomasia del fare scuola. E’ questa, infatti, l’immagine che viene subito alla mente, insieme a banchi e cattedra, quando pensiamo ad un’aula scolastica. Tuttavia le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) rappresentano oggi un nuovo ausilio a disposizione dei docenti e presente ormai nella maggior parte delle classi scolastiche di ogni ordine e grado di istruzione.
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Giocare a essere donne. Identità e senso estetico nel gioco delle bambole. Parte I. I fattori di sviluppo dell’identità di genere
di Alessia Giangregorio , pubblicato il 2012-04-02
Con questo articolo si apre una breve serie di due interventi che focalizza l’attenzione sulle  rappresentazioni dell’identità femminile veicolate attraverso le bambole. L’analisi proposta muove dall’ipotesi che mediante questi giocattoli la bambina simuli l’assunzione di ruoli e si confronti con una specifica immagine del femminile che contribuisce a strutturare la sua identità. Tale rappresentazione è in parte archetipica e in parte costruita su modelli culturali ed educativi in continua evoluzione; non è, inoltre, necessariamente reale, ma è comunque realisticamente orientata dalla desiderabilità sociale o dall’immaginario collettivo.
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L’utilizzo delle tecnologie come leva per aumentare l’interesse all’apprendimento: il software Scratch
di Roberto Orazi , pubblicato il 2012-01-09
L’utilizzo di interventi didattici mediati dalla tecnologia, se ben progettati, possono funzionare come un amplificatore cognitivo in quanto, oltre a privilegiare i processi, quali l’attenzione, l’ascolto e la comprensione, favoriscono anche lo sviluppo di abilità, come: l’intuizione, la pianificazione e il problem solving. Un caso tipico di come la tecnologia possa aiutare è rappresentato da Scratch.
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I media nel lifelong learning
di Anna Maria Pani , pubblicato il 2012-01-09

L’educazione permanente o lifelong learning continua ad essere il principio ispiratore e catalizzatore delle politiche educative e formative che, in Italia e nell’U.E., appaiono sempre più connesse alle strategie di crescita e di sviluppo occupazionale.

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Socializzarzi con, nei, social media
di Stefania Capogna , pubblicato il 2012-01-09
Il lavoro di analisi proposto dal libro Socializzarzi con, nei, social media (2011) parte dalla riflessione che oggi le scienze sociali si trovano a fronteggiare una grande sfida, quella di recuperare il tempo in cui Internet è stato abbandonato nelle mani degli ingegneri pensando che fosse “roba da tecnici”.
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Giocare per crescere. Aspetti psicologici ed educativi dell’attività ludica
di Francesca Giangregorio , pubblicato il 2012-01-09
Il gioco, come è noto, costituisce l’attività maggiormente svolta dal bambino nei primi anni di vita e assolve una funzione evolutiva fondamentale. Attraverso il gioco infatti il bambino apprende, sviluppa le proprie capacità e si introduce nelle relazioni. Per questa ragione l’attività ludica non può essere considerata una mera modalità di svago; è invece un vero e proprio ambiente di scoperta e sperimentazione che non esclude, ma anzi coinvolge, la presenza dell’adulto. Questi condividendo con il bambino il gioco e il piacere che ne deriva realizza, spesso inconsapevolmente, una pedagogia del gioco sulla quale il dibattito scientifico è ancora aperto e stimolante.
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Il percorso emotivo-motivazionale nella didattica e-learning
di Stefania Nirchi , pubblicato il 2011-10-03
La letteratura pedagogica ci ha insegnato nel tempo che non c’è apprendimento senza emozione e anche quando l’insegnamento viene veicolato attraverso le nuove tecnologie ci si aspetta che la sfera emotivo-motivazionale continui ad essere stimolata.
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Aggressione, violenza, abuso. La risposta della pedagogia dell'emergenza. Parte terza. L’aiuto attraverso il councelling. Una proposta teorico-operativa
di Francesca Giangregorio , pubblicato il 2011-10-03
La constatazione del legame di reciprocità che intercorre tra la sfera razionale, la sfera emotiva e la corporeità nella strutturazione dell’identità ha portato alla formulazione di una proposta di councelling – rivolta a quanti hanno subito un abuso sessuale o sono stati oggetto di violenza – che comprendesse queste tre istanze sia nella loro singolarità sia nella loro complementarietà.
Il significato della parola emergenza delineato nel corso degli articoli dedicati al tema della violenza e dell’abuso – di cui questo costituisce l’ultimo – non ha l’accezione ristretta di lavorare sull’urgenza per riparare al danno di un atto lesivo della dignità umana già consumato, ma assume invece un’accezione propositiva; afferma la necessità quanto la possibilità sia di offrire il sostegno opportuno a colui che è stato offeso dalla violenza sia di operare per promuovere un’educazione all’affettività, indispensabile per improntare un’azione educativo-formativa mirata alla prevenzione dell’insorgenza di condotte ed atteggiamenti violenti verso l’altro.
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Comprendere il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Parte sesta. L’intervento multimodale. Parent Training e Teacher Training
di Alessia Giangregorio , pubblicato il 2011-10-03
Il coinvolgimento della famiglia e della scuola riveste una rilevanza fondamentale nel trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, rispetto al quale è necessario agire su più livelli. Accanto al percorso individualmente indirizzato al bambino, devono pertanto essere approntati programmi diretti ai genitori (Parent Training) e agli insegnanti (Teacher Training). Si tratta di interventi psicoeducativi, che pongono l’accento sull’importanza dell’ambiente educativo quale luogo simbolico e fisico, nel quale il bambino deve poter reperire gli strumenti per generalizzare le acquisizioni raggiunte in contesto terapeutico. Genitori e insegnanti devo pertanto porsi in una prospettiva di rete e operare in modo coerente e secondo obiettivi condivisi. È questa una condizione imprescindibile per il conseguimento di risultati positivi da parte del bambino.
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Nuovi orizzonti del Collaborative learning nell’era del Web 2.0
di Roberto Orazi , pubblicato il 2011-07-01
Negli anni settanta si usavano i mainframe, gli anni ottanti hanno visto la nascita del personal computer, negli anni novanta si è avuta l’evoluzione di Internet. Negli ultimi anni, fino ad oggi, abbiamo visto la nascita e la crescita del Web 2.0 e abbiamo pensato che fosse arrivato il futuro; ora invece siamo certi che il Web 2.0 è il presente; il futuro ci riserverà qualcos’altro: il Web 3.0 meglio conosciuto come Web semantico.
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Ri-scoprire l’ascolto
di Rosati Agnese , pubblicato il 2011-07-01
Chiusura, apatia, indifferenza e individualismo paiono essere tratti comuni di quel clima culturale che prevale nel Millennio e finisce per condizionare costumi, comportamenti singolari e collettivi, creando fratture nelle relazioni interpersonali di cui sono testimonianza il prevalente senso di disagio e la solitudine.
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Comunicare è sedurre. Parte seconda
di Massimiliano Cavallo , pubblicato il 2011-07-01
Comunicare significa influenzare, ma soprattutto farsi capire ed assumersi la responsabilità di ammettere che ogni volta che il pubblico non comprende ciò che diciamo la colpa è nostra. Si può quindi affermare che la comunicazione verbale è una forma di seduzione. Infatti, interessare, piacere, fare emozionare il pubblico che ci ascolta significa sedurre e parlare in pubblico è una forma di seduzione.
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Promuovere la prosocialità lungo l’arco di vita. Il ruolo della agenzie educative Parte quarta. L’apporto della famiglia
di , pubblicato il 2011-07-01
Questo quarto articolo sulla prosocialità, che conclude il ciclo di interventi dedicati a questo interessante argomento, si focalizza sul ruolo che l’educazione familiare ha o può avere nel favorire nella persona la strutturazione di tale repertorio di competenze. La sua promozione infatti non può essere demandata solo all'educazione formale impartita della scuola, ma chiama in causa la capacità della famiglia di essere portatrice di valori, comportamenti e atteggiamenti prosociali attraverso i modelli che quotidianamente offre all'osservazione dei figli e gli stili educativi che adotta.
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I mille volti della violenza. (1)
di Teresa Serra , pubblicato il 2011-04-01
Che cosa è violenza? È chiaro che anche questo concetto si è andato specificando e approfondendo nel corso dei secoli e che ha definito una serie di corollari in relazione ad un concetto più generale di violenza che è quello metafisico come «azione esercitata dall’esterno contro un’inclinazione spontanea o un movimento naturale.
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Parlare in pubblico: questione di esercizio (1)
di Massimiliano Cavallo , pubblicato il 2011-04-01
Non tanto mi dispiace la sostanza quanto il modo del suo discorso”, fa dire Shakespeare ad Ottavio Cesare nel suo “Antonio e Cleopatra”. E quante volte, infatti, ci capita di  ascoltare qualcuno che ha da dire delle cose interessanti ma le dice in modo sbagliato, senza trasmettere emozioni o con un tono incongruente. E ci capita non solo in politica ma nella vita di tutti i giorni: pensiamo al banale dialogo tra marito e moglie in cui il marito chiede “dove sono le mie camicie?” e lei risponde “sono nel cassetto”.
continua...
Formare nello spazio della rete
di Stefania Nirchi , pubblicato il 2011-04-01
Lo spazio di Internet viene visto come ‘vivo’, vivo di una presenza collettiva, brillante, attiva e umana. Ogni singolo utente diventa una singola parte di un pensiero collettivo, non esiste un drive al pensiero ma il pensiero ‘emerge’ e si autorganizza sui contributi di ogni singolo utente’.
continua...
Scelte strategiche tra etica e politica
di , pubblicato il 2011-04-01
Scelte tragiche per sottolineare sia la difficoltà sia la sofferenza che accompagnano certe decisioni. E in realtà tutti i temi di cui si occupa la bioetica, eutanasia, trapianti, procreazione clonazione ecc, oltre a colpire l’immaginario collettivo, creano un disagio psicologico perché mettono l’uomo di fronte ad una responsabilità per la quale non esistono né criteri universalizzabili, né regolarità utili precedentemente datesi.
continua...
Il nuovo contesto di mercato nell'era digitale e le sfide non colte
di , pubblicato il 2011-01-03
La nascita prima, l’esponenziale diffusione poi e infine la pervasiva espansione dei nuovi media interattivi ed, in primis, della rete Internet ha negli ultimi vent’anni rivoluzionato la società, il mondo dell’economia e del management, rivelando scenari impensabili fino a pochi anni fa. Anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie, sono in atto profondi cambiamenti del contesto socio‐economico e culturale che hanno impatti significativi anche nelle relazioni tra azienda e consumatori.
continua...
Promuovere la prosocialità lungo l’arco di vita. Il ruolo delle agenzie educative. Parte seconda. Variabili psicologiche e fattori educativi.
di Savina Cellamare , pubblicato il 2011-01-03
L'apprendimento della abilità prosociali avviene principalmente attraverso l'osservazione di modelli di interazione, soprattutto se offerti dalle figure di riferimento ritenute significative e autorevoli. I modelli educativi rientrano quindi tra i fattori principali che, combinandosi con variabili psicologiche quali l’autoefficacia, l’autostima, il concetto di sé e la motivazione, possono promuovere l’acquisizione di repertori di competenze e di modalità di rapporto prosociale, attraverso le quali innescare meccanismi di reciprocità positiva. Questi, trasformando l’esistenza in coesistenza, diventano fondamento dell’essere in relazione.
continua...

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Prof. Agustin Escolano Benito-Universidad de Vallladolid,España
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Benedetta Cosmi
Prof.ssa A.L. Fazzari Univ. “Tor Vergata” Roma.
Prof.ssa T. Serra - Univ. La Sapienza di Roma
Prof.ssa A. Poggiani Univ. La Sapienza di Roma
Prof. G. Domenici - Univ. Roma Tre
Prof.ssa M. L. Boninelli - Univ.di Venezia
Prof. F. Bocci - Univ. Roma Tre
Prof. D. Falcone - Università di Cassino



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